Le origini della città
La vendita e il riscatto
Contrasti con Lentini
Risorgimento
Lo sviluppo nel XIX secolo
L'istruzione
Carlentini oggi
Personaggi storici

Nella prima metà del secolo, Carlentini attraversa una grave crisi economica. Il 3 agosto 1828 il Decurionato, infatti, lancia un forte allarme sulla situazione finanziaria del Comune. L'anno successivo, per venire incontro alle istanze sociali, delibera di cedere la piazza, chiamata Luogo Diruto, ai cittadini che vogliono costruire nuove case, indicando i criteri architettonici ed urbanistici da seguire e nel 1835 il finanziamento della strada rotabile Carlentini-Lentini. Nel 1839 viene inaugurato l'abbeveratoio del Fonte Pioppo e nel 1841 viene deliberata l'istituzione di un Monte di Prestanza per combattere l'usura e favorire l'agricoltura. Solo nella seconda metà del secolo, dopo l'acquisizione di una parte del territorio di Lentini, la città ha un decollo economico. Nel 1865 il Consiglio delibera la costruzione di otto fanali per l'illuminazione pubblica e nel 1867 stanzia in bilancio la somma di £ 306 per impiantare un ufficio postale. Nel 1871 viene impiantato un ufficio telegrafico di terza classe e nel 1872 vengono portate nell'abitato trenta penne di acqua nella misura di Carcaci della sorgiva del Commentazzo. Durante la sindacatura di Don Carmelo Scavonetto, dal 1876 in avanti, vengono realizzate, tra le altre, le seguenti opere: ampliamento ed abbellimento del Municipio; ampliamento della caserma dei carabinieri, dotazione di un orologio alla chiesa Sant'Anna; strada carrabile per il camposanto ed ampliamento dello stesso; istituzione di un mercato nella piazza del Municipio ogni lunedì; istituzione della banda musicale. Nel 1901 e negli anni seguenti, il sindaco Don Carmelo Scavonetto fu Cesare, realizza le seguenti principali opere: nuovi quartieri e nuove strade; sistemazione dell'archivio comunale; conduttura nella città di acqua potabile; illuminazione con lampade kitson di tre piazze; villetta Belvedere, chiamata Guido Albertelli. In questo periodo si sviluppano le attività industriali, soprattutto nel settore molinario. Proprietari dei principali mulini sono: Don Giuseppe Amenta, che costruisce un mulino a vapore e un pastificio e Don Luciano Piccolo. Viene aperto il primo cinematografo, chiamato Verdi, dai fratelli Torcitto ed impiantata la tipografia Matarazzo & Failla.