Santa Lucia
San Giuseppe
Teatro scuola
Leone d'argento
Carnevale

Il culto dei carlentinesi per Santa Lucia, vergine e martire siracusana, si manifestò sin dai primi anni di edificazione della città presso una piccola Chiesa, intestata ai Santi Marco, Antonio e Lucia. Poiché questa Chiesa fu distrutta dal terremoto del 1693, il culto della Santa fu trasferito presso la Chiesa Matrice. Il 15 marzo 1621 i carlentinesi la elessero Patrona, Protettrice ed Avvocata della città. Questa scelta fu compiuta perché, recandosi la Santa, ancora giovinetta, da Siracusa a Catania per implorare sulla tomba della martire Sant'Agata la guarigione della madre Eutichia, passò per la Meta, la collina ove sorge Carlentini.
Durante il passaggio si riposò sotto l'ombra di un ulivo selvaggio nei pressi della porta Agnone, che in seguito fu chiamato l'ulivo di Santa Lucia. La festa in suo onore era solennizzata il lunedì dopo Pasqua di Resurrezione con il giro della reliquia della Santa e il martedì successivo con il canto del Dialogo e il coro musicale. Il 3 aprile del 1842 la festa fu trasferita nella Pasqua di Pentecoste e successivamente nella quarta domenica di agosto. Le particolarità della festa consistono: nelle sparate (mortaretti detti maschi); nei ceri (detti torci); nella processione con la Santa. Anticamente erano particolarmente suggestivi le corse dei cavalli, i cortei delle confraternite con i gonfaloni; il passaggio delle donne mascherate (dette 'ntuppatedde).