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Il 15 ottobre 1630 il
Viceré Francesco Fernandez De La Cueva, regnante Filippo III, vende
Carlentini per 12.425 onze a Don Nicolò Placido Branciforte e Lanza,
Conte di Raccuia e Principe di Leonforte. La vendita comprende, tra
l'altro, "la città di Carleontini col suo vassallaggio, col mero e
misto impero, giurisdizione civile e criminale e cognizione di tutte le
cause, la facoltà di potere creare gli officiali, la facoltà di
carcerare, condannare, multare, bastonare, tirare a pubblico vilipendio,
tagliare orecchie e narici, detroncare mani e membra e condannare a pena
di morte con la forca, le pertiche e i pali".
L'otto ottobre 1633 Don Pietro Guastella, benché prima
nominato procuratore in Carlentini dallo stesso Conte di Raccuia,
presenta al Viceré un memoriale per il riscatto di Carlentini e il
Viceré lo nomina Sindaco Generale di Carlentini con l'incarico di
organizzare il riscatto della città. Il 27 gennaio 1634 viene
depositato presso la Tavola di Palermo il capitale per il riscatto. Il
16 febbraio dello stesso anno viene ripreso ufficialmente il possesso
della città con la consegna della Verga, assente Guastella, perché
ancora trattenuto a Palermo, al giurato Medici. Don Pietro Guastella
viene nominato Capitano di Giustizia. |