  
La fontana, opera dell'architetto G.B.Vaccarini rappresenta tre civiltà: la punica,
l'egizia e la cristiana. L'elefante (chiamato dai catanesi u liotru) è
il simbolo della sconfitta dei cartaginesi venuti a conquistare la città a cavallo degli
enormi pachidermi; l'obelisco, probabilmente portato a Catania dall'Egitto ai
tempi delle crociate, apparteneva al Circo Massimo romano e rappresenta appunto la
civiltà egizia; la croce, le palme ed il globo, che coronano
il monumento, rappresentano la civiltà cristiana. Il liotro deriva il nome forse
da quello del mago Eliodoro-Liotru, che lo avrebbe usato come potente
cavalcatura.
Vaccarini, sul modello dell' Elefante di Minerva a Roma del Bernini, sistemò il
liotro e l'obelisco romani, sormontandoli con stilemi agatini e componendovi la fontana.
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Dedicata a Sant'Agata, fu costruita nel 1621 da Franco Lanario, a pochi
metri da Porta Uzeda. Essa segna il punto di partenza delle reliquie della Patrona, quando
furono portate a Bisanzio per ordine del generale Giorgio Maniace.
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Monumentale gruppo scultoreo in cemento, opera di Giulio Moschetti (1849-1909), ascolano
di nascita, catanese di elezione. Chiamato nel 1883 dall'architetto Carlo Sada per
decorare il Teatro Massimo (scolpì anche le statue della Tragedia e della Commedia poste
sul frontone del Bellini), agli inizi del secolo ricevette
dallamministrazione comunale l'incarico di realizzare la grande fontana nella piazza
della stazione.
L'opera venne ultimata nell'aprile del 1904. Raffigura Plutone, dal volto corrucciato, sul
suo cocchio tirato da cavalli e sirene, mentre strappa alla terra la bella Proserpina,
figlia di Zeus e di Demetra.
Il gruppo è al centro di una grande vasca (alla fine del 1979, é stata dotata di un
nuovo e più potente impianto idrico per lalimentazione degli zampilli che, disposti
a corona attorno al monumento, formano, soprattutto di sera, insieme con limpianto
di illuminazione, un vivacissimo gioco di acqua e colori).
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