Numerosissime sono le chiese dedicate alla vergine.
Le più interessanti sono le più antiche, quelle del Santo Carcere e di Sant'Agata la Vetere, perchè
custodiscono alcune delle poche opere d'arte rimaste dal periodo bizantino al
quattrocento.
Ancora numerose opere furono dedicate alla Santa:
La Chiesa di Sant'Agata
alla Fornace fu costruita sul luogo dove venne arsa la santa, a 40 metri dal
Santo Carcere, fuori le mura. Il Tempietto di Sant'Agata alle sciare
(Ognina), dopo l'eruzione lavica del 1381, che coprì il mitico porto di Ulisse e
circondò il tempio, è rimasto fortunatamente illeso. La Chiesa di Sant'Agata (oggi Angeli
Custodi ) e la Chiesa di Sant'Agata al Borgo furono edificate
dopo l'eruzione lavica del 1669. Quest'ultima presenta all'interno gli affreschi del
pittore acese Lo Coco e, nel presbiterio, la narrazione di alcune storie della martire.
Ancora altre due chiese le furono dedicate: la Chiesa di Sant'Agata alla badìa
e la Chiesa di Sant'Agata alle Verginelle, in via Teatro greco.
La Fontanella di Sant'Agata fu costruita nel 1621 da Franco Lanario a
pochi metri da Porta Uzeda. Essa segna il punto da dove partirono le reliquie della
patrona, quando furono trasferite a Bisanzio per ordine del generale Giorgio Maniace.
Secondo la leggenda la casa della santa si trovava nei sotterranei
di S. Placido. Il busto e lo scrigno, sono custoditi in
cattedrale, mentre in Sant'Agata la Vetere si ammira il sepolcro, l' Epigrafe
Evangelica ed un bassorilievo bizantino. Il fercolo del
1514, che viene trainato durante la processione , è opera di V. Archifel; contiene al suo
interno preziosi scrigni che custodiscono le reliquie. Numerose iscrizioni,
infine, concludono l'elenco dei cimeli legati al culto della santa: l'iscrizione
in latino dell'anfiteatro ( per mezzo mio la città di Catania fu innalzata
al cielo di Cristo); l'iscrizione in latino posta sopra l'obelisco
dell'elefante (mente sana spontanea onore a dio e liberazione della patria);
l'iscrizione posta sulla porta della cattedrale. |