 Si
trova in via Etnea e copre una superficie di sedicimila metri quadrati. Fu costruito
intorno al 1850 ad opera del monaco Benedettino Francesco Tornabene, che affidò il
progetto a Mario Di Stefano.
Il complesso architettonico, come quello palermitano, è in stile neoclassico. Superato
l'ingresso, in fondo al grande viale, si trova l'edificio principale, preceduto da una
gradinata marmorea e da un portico con doppia fila di colonne. Il soffitto è a
cassettoni, con rosoni di stucco. Al centro dell'Orto è posto l'Erbario, un piccolo
edificio neoclassico. Nella seconda guerra mondiale il complesso architettonico fu
bombardato e perse la serra voluta da Tornabene, detta Tepidario; di essa rimane solo una
traccia nel terrapieno occupato dalle succulente. L'Orto è diviso in hortus
generalis, che raccoglie soprattutto piante esotiche, e hortus siculus. L'hortus
generalis è composto da quadrati delimitati da gradini in pietra calcarea.
Una delle due piccole serre ospita la collezione del dottor Gasperini, cultore di piante
grasse, che nel 1982 ne fece dono all'Orto Botanico. Una terza serra caldo-umida è
utilizzata per la riproduzione di palme e la coltivazione di piante esotiche. Tre vasche
circolari per la coltivazione di piante acquatiche concludono questa parte. L'orto siculo
è invece ripartito in aree rettangolari molto strette, delimitate da cordoni in pietra
lavica e nelle quali le piante sono disposte per famiglia. L'Erbario è una struttura
museale dedicata in modo specifico alla raccolta ed alla conservazione delle piante
essiccate. Attualmente ospita collezioni di notevole importanza storica e raccolte recenti
(150.000 fogli d'erbario).
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