Ricavata da un vecchio garage di via Umberto, la sala Musco
tenne a battesimo il teatro stabile catanese il 3 dicembre 1958. Si rappresentò Malìa
di Capuana. La sala conteneva 240 spettatori; gli abbonati erano 75: nella stagione
1996/97 sono stati ben 15.924!
Fu un gruppo di appassionati, attori e uomini di cultura, a dare vita a questa istituzione
che avrebbe raggiunto prestigio mondiale: Tanino Musumeci (allora presidente dell'EPT),
Pietro Platania, Turi Ferro, Mario Giusti, Piero Corigliano, Umberto Spadaro, Michele
Abbruzzo. Nacque così l'ente Teatro di Sicilia, che poi, nel 1965, ottenne il
riconoscimento di Teatro stabile, il primo a sud di Roma. Nel consiglio di amministrazione
figurano anche il Comune, la Provincia e la Camera di commercio.
Lo Stabile di Catania si è collegato alla grande tradizione teatrale siciliana,
impostando un'opera di rivalutazione e di rinnovamento. Attorno a Turi Ferro, caposcuola
di una nuova generazione, un nucleo di attori, decisamente eccezionale per la sua
compattezza, ha fatto da base a una attività che si è poi diversificata nelle sue
espressioni, restando sempre fedele, però, a quel carattere di teatro mediterraneo
che dello Stabile costituisce un'impronta e un carattere.
La personalità delle vecchie glorie (Rosina Anselmi, i fratelli Colombo, Virginia
Balistrieri, Turi Pandolfini, eccetera) ha trovato piena continuità in questi 40 anni con
attori come Ferro e Spadaro, Ida Carrara, Tuccio Musumeci, Fioretta Mari, Franca
Manetti, Maria Tolu, Fernanda Lelio, Giuseppe Lo Presti, Mario Lodolini, oltre alla
musicista Dora Musumeci.
Intessendo uno stretto rapporto teatro-narrativa, lo Stabile ha portato in scena autori
che, partendo dai capisaldi della letteratura siciliana (Pirandello, Verga, Capuana, Rosso
di San Secondo, Brancati, Martoglio, De Roberto), trovano espressioni attualissime in
Sciascia, Bufalino,Consolo, Dacia Maraini, Patti, Fava, Buttitta, Simili, Bacchelli,
Berto, Fabbri. Per quel che riguarda attori e registi, si può dire che tutto il mondo del
teatro italiano é passato per le scene allo Stabile catanese. La mole dell'attività
trova testimonianza in queste cifre, riferite agli spettacoli di produzione propria:
lavori di autori italiani 204; testi stranieri 41; recite effettuate 8.762 per un totale
di 4.790.079 spettatori; tournées nazionali in 250 città; tournées
all'estero in USA, Canada, Brasile, Uruguay, Argentina, Austria, Inghilterra,
Australia, Paesi dell'ex URSS e dell'ex Jugoslavia, Romania, Belgio, Olanda, Svizzera e
Francia. Lavori come Il giorno della civetta, I viceré, Il berretto a sonagli
hanno toccato un numero-record di repliche. Lo Stabile ha ricevuto riconoscimenti e premi
di ogni genere in Italia e all'estero e, nel 1970, gli venne assegnato a Londra il Premio
Observer per il Liolà presentato al teatro e giudicato il miglior lavoro di
una rassegna mondiale della prosa organizzata dalla Shakespeare Company. Un altro momento
di grande significato, il debutto al teatro Mali di Mosca, che avvenne a mezzogiorno. E
furono le popolane moscovite, che si presentarono in teatro con la borsa della spesa, a
decretare uno dei tanti trionfi alla compagnia catanese.
Lo Stabile è un teatro impegnato e allo stesso tempo popolare, grazie anche ad una
politica di prezzi bassi che ha l'intento di avvicinare alla prosa proprio quel pubblico
che troppo spesso ne è rimasto ai margini.
Il teatro ha anche dato vita alla Scuola d'Arte drammatica Umberto Spadaro, ove
si tengono corsi triennali gratuiti per ragazzi e ragazze fra i 18 e i 25 anni. |