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La più importante voce dell'economia cittadina è
rappresentata dall'agrumicoltura. Il Francofontese, con 4.800 ettari di agrumeto, è una
delle più antiche e tradizionali agrumicolture, non solo della Sicilia, ma di tutto il
bacino del Mediterraneo.
Presente già nella seconda metà del XVI secolo, anche se ancora monopolio baronale, la
coltura degli agrumi si diffonde notevolmente nel secolo XVIII, ma è alla fine del secolo
scorso, che acquista grande rilevanza economica.
Da allora si è prograssivamente sviluppata e specializzata nella produzione del tarocco,
arancia che proprio in questa zona ha avuto le proprie origini, essendo stata qui
selezionata per la prima volta intorno al 1890.
Un notevole impulso allo sviluppo agrumicolo fu dato negli anni 20 e negli anni 50 dalla
assegnazione ad ex combattenti di grandi appezzamenti quotizzati di terreno. Gli
assegnatari s'impegnarono alla trasformazione dei terreni, sviluppando soprattutto la
coltivazione del tarocco, che diventava sempre più specializzata.
Per il 60% collinare, il territorio è stato sistemato in grandi terrazze coltivate,
assumendo l'aspetto di un grande anfiteatro. I coltivatori francofontesi hanno riversato
una grande passione nella coltivazione degli agrumi. Grazie alla loro generosità e ai
loro notevoli sacrifici è stata realizzata una grande opera di trasformazione, che oggi
costituisce ancora, nonostante la grave crisi dei decenni passati, una potenzialità di
sviluppo economico e sociale non indifferente. |
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