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Matteo Gaudioso, figlio del farmacista Cesare, insigne
intellettuale di spessore nazionale ed appassionato uomo politico, nacque a Francofonte il 19 febbraio
1892.
Durante la prima guerra mondiale, combattendo con i gradi di sottotenente nel corpo dei
bersaglieri, fu ferito in Carnia (1916) e, fatto prigioniero sul fronte di Caporetto
(1917), fu tenuto in prigionia per quattordici mesi in Germania. Per la partecipazione
alla guerra fu insignito di croce al valor militare.
Durante gli ozi in trincea concepì il suo primo libro: Francofonte ricerche
e considerazioni storiche. Ritornato in Sicilia, riprese gli studi e conseguì nel
1920 la laurea in giurisprudenza presso l'Università di Palermo, nel 1922 il diploma di paleografia
e dottrina archivistica presso l'Archivio di Stato di Palermo (sotto la guida di G.
A. Garufi), nel 1925 una seconda laurea, in lettere, all'Università di Catania. I suoi
studi si completarono nel febbraio 1932 col conseguimento del diploma della scuola di
paleografia e storia medioevale presso l'Università di Palermo. Insegnò storia e
filosofia presso il liceo scientifico di Catania e dal primo gennaio 1931 assunse la
direzione dell'Archivio provinciale (poi di Stato) di Catania. Nel 1937 ottenne la libera
docenza di storia del diritto italiano. Malvisto dal regime fascista per le sue tendenze
politiche democratiche, nel 1941 fu trasferito presso l'Archivio di Stato di Firenze, dove
rimase fino al 1945.
Durante la resistenza aderì al Comitato di Liberazione Nazionale, formatosi nella città
ove era stato trasferito.
Rientrato in Sicilia, insegnò storia del diritto italiano, paleografia e storia
medioevale e moderna nelle Università di Messina e Catania.
Nel 1951, con Scelba ministro degli Interni, fu trasferito (gli archivi dipendevano da
quel ministero) a Venezia; Gaudioso non accettò il trasferimento e rinunciò allo
stipendio di archivista. Messosi in aspettativa, si dedicò più intensamente allo studio
e alla ricerca.
Eletto deputato al parlamento nelle liste del Partito Socialista nella II e III
legislatura (dal 1953 al 1963), si occupò soprattutto di pubblica istruzione e di beni
culturali. Il suo impegno antimafia, inoltre, lo portò ad essere uno dei protagonisti
nella battaglia per la costituzione della Commissione parlamentare
antimafia.
Tra le sue più importanti pubblicazioni, oltre alla prima del 1916, già citata, vanno
ricordate: Per la storia del territorio di Lentini nel II medioevo (1926, 1992), La
schiavitù domestica in Sicilia dopo i normanni (1926, 1979), Natura giuridica
delle autonomie cittadine del Regnum Siciliae (1952), La questione demaniale a
Francofonte (1969), Francofonte formazione urbanistica e sacra (1970), La
comunità ebraica di Catania nei secoli XIV e XV (1974).
Nel 1986 gli venne dedicato un Centro Studi di Francofonte e nel 1992, in occasione della
ricorrenza del centenario della sua nascita, il Comune fece scoprire una lapide in suo
onore sulla facciata della casa natale in via Umberto. |
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