Nel ventesimo secolo si afferma a Francofonte una forte spinta alla modernizzazione. Il paese conta circa 10.000 abitanti nel 1901 e 16.500 nel 1921.
Si realizzano molte opere pubbliche (scuole, fognature, acquedotti, strade) e si sviluppa l'attività agrumicola, anche in forme associate e cooperative, che fa della città la capitale delle arance (sempre più si afferma il pregiatissimo ed ormai famoso tarocco di Francofonte).
Nel secondo dopoguerra si sviluppa, come nelle vicine Lentini e Carlentini, il movimento contadino, che dà un ulterore impulso allo sviluppo dell'agricoltura.
Negli anni '50 e '60 s'incrementa il commercio e l'esportazione degli agrumi, ma a partire dalla fine degli anni '60 fino alla fine degli anni '80 il settore agrumicolo subisce una grave crisi, che si fa sentire sia in termini di calo dell'occupazione, che di abbandono ed anche di dismissione di attività. La crisi dell'agrumeto trascina anche le altre attività economiche. Si fermano i mulini, i palmenti ed i frantoi; chiudono falegnami, ebanisti, calzolai e sarti; chiude la fornace di contrada Cavuzza, che forniva le tegole per i tetti del paese; spariscono scalpellini e capi-mastri, custodi di antiche tradizioni di artigianato artistico.
Le cause della crisi dell'agrumeto vanno ricercate nell'assenza di una politica di assistenza tecnica alle imprese agricole, nella rinuncia al sostegno della commercializzazione da parte della Regione, nell'incoraggiamento alla distruzione del prodotto con i conferimenti all'Aima, nella mancata promozione a livello internazionale dell'arancia siciliana con moderne ed efficaci politiche di marketing.
Solo negli anni più recenti, con la fine della politica dei conferimenti, il settore agrumicolo si è risvegliato, conquistando nuove nicchie di mercato.
L'Amministrazione comunale in carica si propone di favorire la ripresa dello sviluppo della principale attività economica della città, puntando ad ottenere un marchio di riconoscimento dell'arancia prodotta nel territorio ed i finanziamenti, comunitari, statali e regionali, necessari per facilitare l'ammodernamento degli impianti e per penetrare nei mercati nazionali ed internazionali.