Gaetano Spoto Puleo nacque a Francofonte il 28 febbraio 1899 da Sebastiano, agricoltore, ed Eugenia Pico.
Frequentando il corso di giurisprudenza nell'Università di Roma, venendo in contatto con giomalisti, scienziati ed insigni studiosi, come l'illustre maestro di diritto Cesare Vivante, ricevette preziosi stimoli culturali, che influenzarono la sue esperienze future.
A Roma iniziò la pratica professionale come procuratore legale presso lo studio dei fratelli Ambrosini (Gaspare diventerà primo Presidente della Corte Costituzionale). I sentimenti che lo legavano al paese natio, tuttavia, lo richiamarono a Francofonte nel 1927, anno della morte del padre.
Dal 1932 al 1934, chiamato ad amministrare il Comune, si adoperò per la risoluzione di annosi problemi, come il completamento della fognatura urbana (garantendo l'allacciamento gratuito ai poveri) e la risoluzione dello spinoso caso dell'acquedotto.
Al di là delle cariche pubbliche ricoperte, Spoto Puleo svolse le funzioni di consulente per tanti enti pubblici, enti economici, società private e cooperative con una competenza ed uno spirito di servizio, che gli valsero un prestigio ed un'ammirazione indiscussi. Grazie alla sua autorità intellettuale divenne interlocutore del governo sui principali problemi che interessavano Francofonte. Si soleva dire di lui che costituiva una specie di Cassazione, l'autorità a cui rivolgersi in caso di controversie nell'interpretazione di norme o di componimento di liti.
Sputo Puleo tenne la porta di casa sempre aperta per ricevere tutti, gente umile e personalità illustri, come l'allora ministro degli esteri G. Martino.
Come presidente dei Consorzi di irrigazione e di miglioramento fondiario lavorò con grande rigore amministrativo per trovare le soluzioni più adeguate ed efficaci ai numerosi problemi.
Conoscitore delle scienze fisiche e naturali e vero esperto del codice delle acque, si adoperò per garantire assetti idro-geologici del territorio e sistemi distributivi che favorissero lo sviluppo dell'agrumicoltura, principale risorsa del paese. Per questo impegno ebbe un ambito riconoscimento nella prima mostra nazionale di agrumicultura, svoltasi a Palerrno nel 1933, allorché la giuria gli attribuì la medaglia d'oro.