Via Vittorio Emanuele

La via Vittorio Emanuele, che congiunge la piazza (chianu chiazza) al quartiere di Botteghelle, risale ad un epoca ben remota; non è altro che la prosecuzione e in zona urbana dell'antica trazzera, che da Croce Lagnusu sfociava nella piazza del Castello, all'altezza della Chiesa di S. Girolamo.
La sua denominazione più comune, u cursu (il corso), risale al 1470, quando per privilegio concesso al barone Don Giovanni Cruyllas venne introdotto l'uso di solennizzare la festa di Sant'Antonio di Padova con una fiera e con corse di barberi.
Lungo la via rimangono ancora residenze neoclassiche e liberty. Di particolare interesse la torretta dell'orologio comunale con l'edicola votiva, dedicata alla Madonna della Catena.

Via Emanuele Filiberto

Conosciuta fin dal 1569 con il nome di Contrata di la funtana ranni (Contrada della fontana grande), che nella parte a valle era detta Canali e ponti (Canali e ponte), la via Emanuele Filiberto è conosciuta anche con il nome di Spartenza (Separazione), perchè separava il quartiere popolare da quello dei ricchi o, come altri sostengono, quello dei vivi da quello dei morti, essendo la chiesa dell'Annunziata luogo di sepoltura.
La via, che negli anni antecedenti la prima guerra mondiale si chiamava Cavallotti ed era fiancheggiata da due file di alberi di platano, conserva ancora qualcosa degli antichi fregi architettonici e motivi scultorei e decorativi, anche se molta parte di essi è andata perduta.