 L'attuale lago di Lentini occupa una parte del vecchio Biviere, che era
stato fatto costruire da Federico II e bonificato in epoca fascista. Nei secoli passati
aveva un particolare fascino, decantato da letterati ed artisti.  Si estendeva su una superficie di 1.500 ettari, coperta per l' 85% da un
fitto canneto di phragmites communis.
La vegetazione era molto ricca, con la presenza di potamogeton crispus e
pectinatus,  myriophillum spicatum, ceratophillum demersum e submersum,
callitriche stagnalis e peduncolate, utricularia vulgaris, fragmiteti e scirpus
lacustris.  Davano al lago un tocco di particolare splendore le elevate
spighe rosse del potamogeton lucens, che in marzo formavano un tappeto di velluto
rosso sull'acqua.
Anche la fauna era molto abbondante, con la presenza di svassi, anatre, aironi,
rallidi, rapaci, caradriformi e di specie ormai assenti nell'oasi, come il pollo sultano,
il fistione turco e il gobbo rugginoso. |