|
La
festa di un santo in genere cade nell'anniversario della morte o nel giorno
successivo. Ma poichè il Beato Felice é morto il 31 maggio (1787) e in
tale giorno ricorre la festa della Visitazione della Madonna a S. Elisabetta
e il giorno successivo, 1° giugno, ricorre la memoria di S. Giustino
martire del II secolo, il primo giorno utile per segnare la ricorrenza
liturgica é il 2 giugno. In effetti, questo é il giorno assegnato dal
calendario liturgico. Tuttavia, la “festa" si celebra la prima
domenica di settembre, probabilmente per un'antica ragione collegata alla
civiltà agricola: soltanto dopo il raccolto estivo era possibile che la
popolazione potesse partecipare alla celebrazione della ricorrenza. Il
giorno della festa é preceduto da un triduo di predicazione nella chiesa
del Convento, dedicata a "S. Maria degli Angeli", ove si trovano
dipinti del nicosiano Nicola Mirabella e di Gaspare Vazzano, "lo zoppo
di Gangi", sculture del Quattrocchi di Gangi e una custodia lignea del
Bencivini di Polizzi Generosa. I fedeli affrontano la strada abbastanza
ripida che porta al Colle Cappuccini per partecipare alle celebrazioni.
Nella piazza della Cattedrale, la sera della vigilia, i frati cappuccini
direttamente o gruppi artistici, appositamente invitati, si esibiscono in
canti e musica per mandare un messaggio di pace e di bene. Nella mattinata
della domenica vi sono tre celebrazioni eucaristiche e nel pomeriggio si dà
vita alla processione con la statua lignea del Beato Felice. Da qualche
anno, alcuni agenti della Polizia Penitenziaria che lavorano nell'attuale
carcere, l'ex convento in cui visse il Beato, portano a spalla la statua,
creando un clima di più intensa partecipazione. La statua è preceduta dai
novizi e dai frati, uno dei quali reca un reliquiario. Molti fedeli
partecipano a piedi scalzi per chiedere una grazia o per ringraziare di una
grazia ricevuta. Durante la processione, che percorre le principali vie
cittadine, si alternano compostamente la preghiera, il canto e la musica
(curata dalla Banda cittadina). La processione passa per la piazza della
Cattedrale e per Via Roma, ove sorge un monumento bronzeo che raffigura il
Beato proteso verso la salita (carico del peso della bisaccia e tuttavia
pieno di quella energia che viene da Dio) e raggiunge la casa ove, secondo
la tradizione, egli nacque. Le luci e i giochi pirotecnici, allestiti senza
sfarzo, conferiscono alla festa un'atmosfera sobriamente popolare.
|