FESTA DI SAN MICHELE

Mentre dappertutto si festeggia il lunedì di pasqua, a Nicosia la pasquetta si festeggia il martedì, perchè il giorno prima si svolge un'antica festa di quartiere, che coinvolge la città intera. "Viva San Michele Arcangelo, niente à e niente ghje manca" (viva Michele Arcangelo, niente ha e niente gli manca): questo è il grido che in suo onore risuona in chiesa e fuori. Alle numerose messe partecipano i confrati delle due "Compagnie di San Michele": San Michele e SS. Sacramento di San Michele. Mentre si svolgono le funzioni che precedono la processione, dietro la chiesa, in appositi spazi, i fedeli mangiano i primi finocchi e lattughe paesani e giocano "e ciappoe co mbritolo". Dopo il pasto, di solito frettoloso ma abbondante, parte la processione che attraversa i più importanti quartieri della città. Durante il suo percorso, i devoti depongono sulle braccia del Santo dei nastri molto colorati, "i tranzadore", che posseggono per aver lasciato un'offerta. Finita la processione, c'è "a ntena", il gioco della cuccagna. Questo lo scenario: sul bordo della piazzetta antistante la chiesa, sta un palco sul quale stanno "i mastre da festa" e che mostra le oche, le galline, i conigli e gli agnelli che saranno dati in premio ai vincitori; una fune, che passa dentro un anello infisso nel muro in modo che possa scorrere e alla quale è fissata un'oca di pezza, sta in alto sulla piazza. Quando il gioco comincia, i contendenti, pittoreschi cavalieri in costume, forniti di spada, tentano di infilzare l'oca per ottenere il premio. L'impresa non è facile, perchè, manovrando la fune, l'oca si sposta. I cavalieri, inoltre, nel febbrile tentativo di coronare con successo l'impresa, assumono pose grottesche che scatenano l'ilarità della folla. Il gioco si protrae fino ad esaurimento dei premi in palio. La festa viene anche animata dall'apparizione dei diavoli. Giovani in costumi da demoni bisticciano e si accapigliano, si lanciano con torce di paglia sulla folla, che al finto assalto si ritrae, creando curiosi ondeggiamenti. Al culmine della farsesca esibizione, anch'essi, tra gli scrosci di risate sempre più rumorosi, tentano di infilzare l'oca per avere i premi che imbadiranno la ricca tavola del martedì. Il lancio delle colombelle, la bella marcia suonata dalla banda musicale e lo scampanio indicano che la "ntena" é finita e che ognuno può tornare a casa.