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La realtà contadina
nicosiana è forse unica tra le civiltà agresti; infatti il contadino con
tutta la sua famiglia risiede nella "Massaria" l'intero anno,
pur avendo anche la casa in paese. Quando la "fantina" (la
ragazza da marito)
si fidanza con un contadino, sa già che l'attende la condivisione del
lavoro della massaria. Di essa, veramente, diventa la padrona, perché,
mentre il marito pone tutte le sue energie nella coltivazione dei campi e
nel raccolto, lei, la "massara", è sempre a sfaccendare dentro
e fuori. Sono suoi compiti: cucinare, fare il pane e la pasta, governare
la casa, allevare i figli, ma è anche consapevole del fatto che le annate
non sono sempre favorevoli e, quindi, non potrà avere molto denaro da
spendere per gli indumenti,
per le comodità della casa, per l'igiene e per il corredo (a fighja nà
fascia e a dota nà cascia - la figlia in fasce e la dote nella
cassapanca). Glielo ha insegnato sua madre e, prima sua nonna a sua madre,
che "la donna fa la casa". E la nostra massara ha compreso
appieno il significato della collaborazione. Non può chiedere i soldi
sempre al marito, non può fargli conoscere tutti i piccoli segreti che la
vedono protagonista nel mandare avanti la casa, come, d'altronde, capita
in tutti gli ambienti familiari. E se volesse fare, per esempio, un
servizio in più per il corredo della figlia? Ed ecco il suo ruolo. Essa,
rubando tempo al suo riposo, anche nei momenti più pesanti delle fredde
giornate d'inverno, o di quelle calde d'estate, è sempre là, a governare
il maiale (così si farà più grosso e gustoso) ; a mettere uova sotto le
chiocce, ad allevare con amorevole cura pulcini, oche, tacchini, conigli,
agnelli; a pulire molto spesso, per renderlo più accogliente, il pollaio,
così le galline faranno più uova che lei venderà e, insieme a ciò che
realizzerà dalla vendita dei polli, conigli, ecc., avrà abbondante
"manio" (maneggio di denaro) per arricchire la sua casa per
riempire le cassapanche, gli armadi della sua cucina e anche il suo
guardaroba e quello degli altri Quando i lavori dei campi si fanno più
pesanti ecco lei, con le sue ricette a spronare l'appetito del marito.
Spesso sulla sua mensa sono presenti dolci squisiti e piatti succulenti
che sa dosare con maestria utilizzando sino all'ultimo grammo la carne
salata del maiale. Per lei tutto è utile; ricicla tutto. Il brodo di
cottura della pasta serve per impastare la crusca da dare ai suoi galletti
e al maiale insieme con le briciole della mensa, il latte avanzato e le
impurità dei legumi: raccoglie ogni sorta di frutti che da in pasto ai
suoi animaletti; rammenda a più riprese le calze; mette una pezza in un
buco della camicia o dei pantaloni di marito e figli (ma c'è sempre un
vestito lindo e profumato nell'armadio quando i suoi si devono vestire per
la festa) ; toglie le erbacce dall'orto così le verdure crescono meglio;
usano nel giusto modo la legna ed ha cura di spegnere la brace in modo da
avere la carbonella necessaria per cuocere i suoi cibi delicati. |