Usi e costumi
Una ruralità al femminile di Sigismondo Castrogiovanni

La realtà contadina nicosiana è forse unica tra le civiltà agresti; infatti il contadino con tutta la sua famiglia risiede nella "Massaria" l'intero anno, pur avendo anche la casa in paese. Quando la "fantina" (la ragazza da marito) si fidanza con un contadino, sa già che l'attende la condivisione del lavoro della massaria. Di essa, veramente, diventa la padrona, perché, mentre il marito pone tutte le sue energie nella coltivazione dei campi e nel raccolto, lei, la "massara", è sempre a sfaccendare dentro e fuori. Sono suoi compiti: cucinare, fare il pane e la pasta, governare la casa, allevare i figli, ma è anche consapevole del fatto che le annate non sono sempre favorevoli e, quindi, non potrà avere molto denaro da spendere per gli indumenti, per le comodità della casa, per l'igiene e per il corredo (a fighja nà fascia e a dota nà cascia - la figlia in fasce e la dote nella cassapanca). Glielo ha insegnato sua madre e, prima sua nonna a sua madre, che "la donna fa la casa". E la nostra massara ha compreso appieno il significato della collaborazione. Non può chiedere i soldi sempre al marito, non può fargli conoscere tutti i piccoli segreti che la vedono protagonista nel mandare avanti la casa, come, d'altronde, capita in tutti gli ambienti familiari. E se volesse fare, per esempio, un servizio in più per il corredo della figlia? Ed ecco il suo ruolo. Essa, rubando tempo al suo riposo, anche nei momenti più pesanti delle fredde giornate d'inverno, o di quelle calde d'estate, è sempre là, a governare il maiale (così si farà più grosso e gustoso) ; a mettere uova sotto le chiocce, ad allevare con amorevole cura pulcini, oche, tacchini, conigli, agnelli; a pulire molto spesso, per renderlo più accogliente, il pollaio, così le galline faranno più uova che lei venderà e, insieme a ciò che realizzerà dalla vendita dei polli, conigli, ecc., avrà abbondante "manio" (maneggio di denaro) per arricchire la sua casa per riempire le cassapanche, gli armadi della sua cucina e anche il suo guardaroba e quello degli altri Quando i lavori dei campi si fanno più pesanti ecco lei, con le sue ricette a spronare l'appetito del marito. Spesso sulla sua mensa sono presenti dolci squisiti e piatti succulenti che sa dosare con maestria utilizzando sino all'ultimo grammo la carne salata del maiale. Per lei tutto è utile; ricicla tutto. Il brodo di cottura della pasta serve per impastare la crusca da dare ai suoi galletti e al maiale insieme con le briciole della mensa, il latte avanzato e le impurità dei legumi: raccoglie ogni sorta di frutti che da in pasto ai suoi animaletti; rammenda a più riprese le calze; mette una pezza in un buco della camicia o dei pantaloni di marito e figli (ma c'è sempre un vestito lindo e profumato nell'armadio quando i suoi si devono vestire per la festa) ; toglie le erbacce dall'orto così le verdure crescono meglio; usano nel giusto modo la legna ed ha cura di spegnere la brace in modo da avere la carbonella necessaria per cuocere i suoi cibi delicati.