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Dopo
la conquista normanna (certamente posteriore al fallito assedio del 1062),
"Nicosium" inizia una rapida ascesa, favorito sia per la
posizione (il sito del Castello, la collocazione strategica a confluenza
delle tre valli "arabe", rimaste tali anche sotto i Normanni),
sia per la politica dei re normanni e soprattutto del grande Ruggero II
(che fanno del "Regnum Siciliae" uno stato felice e potente, in
cui prosperano cultura e scienza ed in cui viene creata la superba arte
arabonormanna). Cresce la popolazione: dapprima avventurieri al seguito
dei conquistatori e in tempi successivi coloni provenienti dalla vasta
area del nord Italia, chiamata "Lombardia", attirati in
Sicilia da privilegi e concessioni loro offerti, si stanziano a Nicosia
(ed in altri paesi della Sicilia) tra la fine dell'XI e la prima metà del
XII secolo. Questa mescolanza di coloni e di dialetti determina a Nicosia
sia la formazione dell'idioma gallo-italico (una particolare parlata di
origine ligure-piemontese che Nicosia tuttora condivide, pur tra le
peculiarità locali, con Sperlinga, Piazza Armerina ed Aidone in provincia
di Enna, e S. Fratello, Novara e Fondachelli-Fantina in provincia di
Messina), sia la tipologia somatica biondo-longilinea (nel 1500 lo storico
Tommaso Fazello scrive che "i nicosiani... antestanno ai Siciliani
quasi in tutto e particolarmente per statura, per avvenenza nel parlare e
nel volto..."). Accresciuta in tal modo di popolazione, la città
ha una rapida espansione urbanistica. Attorno al 1100 risultano attivi il
priorato benedettino di S. Michele, il Convento del Carmelo (nell'attuale
Carmine, allora Monte Carmelo, selvoso e deserto e adatto al romitaggio) e
sicuramente la chiesa di S. Maria della Scala (poi S. Maria Maggiore).
Attorno al 1150 Nicosia appare al geografo Edrisi non solo come
"castello magnifico dei più superbi", ma anche come territorio
che comprende "grande numero di colti che l'uno s'attacca all'altro e
campi da seminagione non discontinui". La descrizione di Edrisi
dimostra che la nuova popolazione è dedita alla coltivazione dei campi ed
è profondamente laboriosa. E' anche fiera, bellicosa ed animata di
spirito d'indipendenza e di libertà. Nicosia, che probabilmente faceva
inizialmente parte della grande contea di Paternò e Butera, alla fine del
1100 risulta già città demaniale, non soggetta ad alcun feudatario,
concessionaria (dai tempi di Guglielmo il Buono) del vasto feudo di Casal
Migeti ed in possesso di un ordinamento municipale che troverà
codificazione e sviluppo sotto Federico di Svevia.
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