Nel 1266 il papa francese Clemente IV incoronò re di
Sicilia Carlo dAngiò. Taormina, Catania, Caltanissetta, Agrigento e ad altre città
rifiutarono lincoronazione e si schierarono a favore di Corradino di Svezia, re
appena sedicenne. Questi, per lovvia inesperienza dovuta alla giovanissima età, non
era in condizione di fronteggiare il più esperto Carlo d'Angiò. Il 29 Ottobre 1268 fu
sconfitto e barbaramente decapitato in Piazza del Mercato a Napoli. Successivamente,
l'esercito di Carlo D'Angiò, composto da avventurieri assetati di bottino e di terre,
occupò la Sicilia. Iniziò, così, quella che molti hanno definito la mala signoria
degli Angioini.
Gli abitanti furono sottoposti a nuove tasse e perfino alle cosiddette collette regie.
Gli usi civici subirono drastiche restrizioni. Il malessere provocato dalle vessazioni
francesi sfociò, il lunedì di Pasqua del 31 Marzo 1282, nella ribellione che passò alla
storia come Vespri Siciliani. La rivolta, iniziata a Palermo, si estese subito in
molte città della Sicilia. Investì, con la sua carica indipendentista, anche Taormina,
ove i frati francesi furono costretti a fuggire dai monasteri per mettersi in salvo.
Palermo, determinata a scacciare gli Angioini dalla Sicilia, chiese l'intervento del Re
Pietro III d'Aragona. Questi sbarcò a Marsala e in poco tempo occupò l'intera isola.
Loccupazione militare della Sicilia da parte dellesercito di Pietro III
determinò una nuova spaccatura del regno delle due Sicilie: la parte peninsulare, con a
capo Napoli, rimase sotto il dominio degli Angioini, mentre lisola passò sotto
quello degli Aragonesi.
Nel 1302, col trattato di pace di Caltabellotta, l'isola venne concessa a Federico III
d'Aragona, ma col divieto di fregiarsi del titolo di Re di Sicilia. Morto nel 1337, gli
succedette il figlio Pietro II, nominato nel testamento erede universale e, in violazione
del trattato, successore del regno di Sicilia. Questultimo morì nel 1342. Da
quella data la Sicilia fu retta da reggenti.
Nel 1348, l'isola fu investita dalla peste, la morte nera, portata dalle navi che
venivano dal Levante.
Dopo 90 anni di guerra tra Angioini e Aragonesi, nel 1372 si raggiunse la pace: l'isola
rimase alla Casa d'Aragona e al sovrano fu finalmente riconosciuto il titolo di Re di
Sicilia.
Nel 1395 fu incoronato Re di Sicilia Martino il Giovane, che, appena diciottenne, aveva
sposato Maria d'Aragona, figlia di Federico III. Morì nel 1409 senza eredi legittimi. Il
Parlamento Siciliano si riunì a Taormina, nel Palazzo Corvaja, e nominò successore il
padre, Martino il Grande. Questi lasciò l'amministrazione della Sicilia alla nuora,
Bianca di Navarra, che il figlio Martino, ex re di Sicilia, aveva sposato in seconde
nozze.
Il definitivo assoggettamento della Sicilia alla Spagna ebbe un effetto di stabilità e
l'isola per lungo tempo non fu più teatro di guerre. Ma ritornò ad essere vessata con le
tasse. La guerra dei trentanni, scoppiata nel 1618, obbligò la Spagna a sostenere
enormi spese e la Sicilia fu costretta a contribuire con grosse sovvenzioni.
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