Palazzo del Duca di S. Stefano
Costruito tra la fine del 1300 e i primi anni del 1400, era parte integrante della seconda cinta muraria della città.
E' un capolavoro dell'arte gotica siciliana, che rimane ancorata all'esperienza arabo-normanna. Le permanenze arabo-normanne sono ricordate dalla decorazione in cima al Palazzo (un largo fregio a onde in pietra lavica, alternato con tasselli a forma di rombo in pietra bianca di Siracusa, che corre, formando un magnifico merletto d'intarsi, lungo le due facciate ad est e a nord) e dal torrione a pianta quadrata sormontata da merli a coda di rondine.
E’ formato da tre piani con una superficie di 100 mq. ciascuno ed è ornato nei piani superiori da quattro bellissime finestre bifore con struttura molto elaborata (rose traforate e archetti trilobi con triplice cordonatura degli stipiti degli archi acuti). Ai piani superiori si accedeva mediante ponti levatoi.
Nel 1700 fu realizzata la scala che dal piano terra porta al primo piano. Nel giardino esiste ancora il pozzo per la raccolta dell’acqua piovana.
L’originario aspetto di costruzione fortificata fu alleggerito nei secoli XIV e XV con l’inserimento di elementi decorativi, allorché fu abitato dalla famiglia spagnola De Spauches, Duchi di Santo Stefano di Brifa e Principi di Galati.
In atto è sede della Fondazione Mazzullo ed ospita, oltre a molte opere del geniale scultore, reperti archeologici, risalenti al III e II secolo a.C.