|
 
Il San Domenico
Il convento dei domenicani, oggi San Domenico Palace Hotel, uno degli alberghi più famosi dItalia, fu il primo palazzo-castello
(iniziato a costruire nel 1374, fu completato nel 1383) e il terzo monastero a nascere a
Taormina. La sua origine e la sua storia sono legate al frate domenicano Damiano Rosso,
discendente degli Altavilla e Principe di Cerami. Questi, divenuto frate, donò tutti i
suoi beni, compreso il palazzo poi trasformato in convento, allordine religioso dei
domenicani. Un suo busto marmoreo e una statua in legno si trovano dentro ledificio.
Dopo molti secoli il Palazzo passò al Comune di Taormina che lo vendette ai principi di
Cerami, eredi di Damiano Rosso. Questi ultimi, ai primi del 900, lo trasformarono in
albergo (il secondo in ordine di tempo a Taormina, dopo il Timeo). Rimase aperta al culto
solo la chiesa dellex convento (dedicata a SantAgata), che però fu distrutta
dai bombardamenti del 9 luglio 1943. Sui suoi ruderi sorge oggi la sala congressi
dellalbergo, che ancora conserva i resti degli altari minori.
Allex convento si accede attraverso un
grande portale secentesco, ove è posto lo stemma dellordine monastico dei
domenicani, scolpito in marmo: un cane con la fiaccola accesa in bocca. Ai lati sono
murate due sculture di santi. Superata la hall dellattuale albergo, si nota il
chiostro, a pianta quadrata con sette archi, per ogni lato, che poggiano su 29 colonne. Un
altro chiostro più piccolo, è costituito da sei arcate per lato, con archi poggianti su
25 colonnine. Le 40 celle dei frati sono state trasformate in eleganti stanze
dalbergo. Sono visibili un armadio-ripostiglio, scolpito a mano (del 1500), il
pulpito in legno, cassapanche antiche, anfore greco-romane, la campana della chiesa del
convento, il caminetto dei frati ed il monumento a Giovanni Corvaja. Il campanile ha una
base quadrata ed è costruito su tre piani. Di particolare interesse, infine, sono la
statua di San Francesco, rappresentato con una pietra in mano (simbolo della ricostruzione
morale e religiosa), la statua di San Domenico, che regge in mano un libro (simbolo della
dottrina) e i molti bei quadri. Il quadro che spicca maggiormente rappresenta una puerpera
che allatta il padre, un vecchio condannato a morire dinedia in carcere, che la
figlia cerca di salvare nutrendolo con il suo latte.
|