Il dominio spagnolo dei Borboni dur˛ fino al 1860. Le idee del Risorgimento e i sentimenti di libertÓ e unitÓ nazionale avevano ormai da tempo infiammato anche molte menti e cuori siciliani. Parecchi patrioti taorminesi dovettero fuggire dalla cittÓ per la dura repressione borbonica, guidata da tale Giuseppe Maniscalco. La notte di Natale del 1856 furono arrestati diversi congiurati, sorpresi dalla polizia in casa La Rosa a Calatabiano. Il tribunale di Messina condann˛ a 18 anni di carcere Luigi Pellegrino, a 16 Vincenzo VadalÓ, a 14 Carmelo Barca, a 2 l'abate don Salvatore Cacciola ed altri. Da ricordare come acceso patriota anche don Agostino da Taormina. Quando, nella primavera del 1860, Garibaldi sbarc˛ a Marsala per liberare la Sicilia, molti patrioti si posero al suo fianco per scacciare definitavamente i Borboni. A Taormina si form˛ un comitato retto dal capitano Luciano Crisafulli, che si dimostr˛ abile stratega, riuscendo ad evitare uno scontro, che poteva diventare molto cruento, con un contingente borbonico in ritirata, guidato dal generale Clary. I garibaldini giunsero a Taormina il 3 agosto del 1860, al comando di Nino Bixio, che dormý in casa del barone Giovanni Platania.
Nell'autunno dello stesso anno la Sicilia venne annessa al Piemonte e, quindi, al Regno D'Italia.
Taormina cess˛ di essere al centro delle vicende politiche e militari della Sicilia.
Profumata di zagara e di gelsomini, con i suoi stupendi panorami, con la dolcezza del suo clima, con la sua ricca storia e i suoi preziosi monumenti, and˛ trasformandosi in un centro turistico internazionale, sempre pi¨ rinomato e ricercato.